La storia di Francesca Quando la costanza vale più della fretta

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Quando la costanza vale più della fretta . Ci sono pazienti che entrano nello studio e capisci subito che hanno tutto quello che serve per farcela.

Non parlo di fortuna, né di un metabolismo particolarmente favorevole. Parlo di quella disposizione interiore silenziosa, concreta che fa la differenza tra chi inizia un percorso e chi lo porta davvero fino in fondo. Francesca era così.

Quando l’ho incontrata per la prima volta, era una ragazza giovane, studentessa, che si affacciava per la prima volta a un percorso di dimagrimento.

Pesava 106 kg e aveva una circonferenza addominale di 116 cm. Non amava particolarmente lo sport — e questo, invece di essere un ostacolo, è diventato un punto di partenza onesto.

Una delle prime cose che faccio con chi inizia per la prima volta è spiegare qualcosa di fondamentale: ogni dieta fatta e abbandonata nel tempo abbassa progressivamente il metabolismo.

Il corpo impara a consumare di meno, e recuperare diventa sempre più difficile.

Ecco perché il modo in cui si inizia conta tantissimo. Non si tratta di fare la dieta “perfetta” in tempi record — si tratta di imparare a farla bene, una volta.

Francesca non guardava la bilancia. Guardava solo cosa mangiare, cosa evitare. Pensava al piano, non al risultato immediato.

Abbiamo scelto un approccio ipocalorico classico, senza ricorrere a diete chetogeniche. La scelta non è stata casuale: un percorso lungo richiede sostenibilità, varietà e un rapporto sereno con il cibo. Una dieta troppo restrittiva, su tempi lunghi, diventa spesso un fallimento annunciato.

Francesca aveva un anno davanti a sé e l’obiettivo era arrivarci senza stancarsi.

Nel corso dei mesi abbiamo variato il piano alimentare più volte: cambiare gli alimenti, scoprire nuove ricette, mantenersi curiosi. Non per aggirare il percorso, ma per renderlo vivo.

Perdere peso non deve significare rinunciare al piacere di mangiare.

La perdita di peso è stata costante: 3-4 kg al mese, circa 1 kg a settimana.

Ci sono stati momenti in cui la bilancia segnava solo 800 grammi in meno invece di 2 kg.

Invece di scoraggiarsi, ci siamo fermati a capire il perché: a volte era aumentata la massa magra, a volte c’era una leggera ritenzione idrica. E invariabilmente, nei 15 giorni successivi, l’ago scendeva di più — persi sia i liquidi che il grasso accumulato.

Non ho mai sentito Francesca lamentarsi.

Mai una volta in cui ha detto “non mi piace” o “è troppo poco” o “non ce la faccio”. Veniva ai controlli con sua madre, e quella serenità che si respirava in studio era qualcosa di tangibile.

La fiducia reciproca si costruiva appuntamento dopo appuntamento, e diventava la base di tutto.

− 42 kg in un anno 64 kgpeso raggiunto 74 cm circonferenza addome

Dopo un anno, Francesca pesa 64 kg. La circonferenza addominale era passata da 116 a 74 cm.

E ovunque sul corpo, centimetri persi che si vedevano, si sentivano, si vivevano ogni giorno.

La cosa più bella?

Non erano i numeri.

Era lo sguardo. Quello di Francesca, certo.

Ma anche quello di sua madre, che l’aveva accompagnata ad ogni visita e che in silenzio aveva sostenuto ogni piccolo traguardo con la stessa gioia.

Il percorso non finisce qui. Dopo una perdita di peso importante, la fase di mantenimento è altrettanto delicata: senza controlli periodici, il rischio di riprendere i chili persi e qualcuno in più è reale.

Per questo continuiamo a vederci, con appuntamenti di routine, per assicurarci che i risultati raggiunti restino nel tempo.

Brava, Francesca. Per la tua costanza, la tua precisione e la tua fiducia lungo tutto il percorso.

Se ti sei riconosciuta in Francesca nella sua storia, nelle sue incertezze, nel desiderio di cambiare davvero sappi che il punto di partenza non conta quanto la direzione che scegli di prendere.

Ogni percorso è diverso, ma la costanza funziona sempre.

Se vuoi, possiamo costruire insieme il tuo.

Il cambiamento non arriva tutto in una volta.
Arriva un chilo alla volta, un controllo alla volta, una scelta alla volta.