Quando Angela è arrivata da me, aveva già provato a seguire una dieta chetogenica.
All’inizio sperava di ottenere risultati importanti, ma il peso era diminuito solo di poco. Inoltre, quel tipo di alimentazione era diventato difficile da sostenere nel tempo. Angela sentiva di impegnarsi, ma senza riuscire a vedere i cambiamenti che desiderava.
La sua alimentazione non era necessariamente “sbagliata”. Faceva una colazione piuttosto comune, spesso a base di latte, fette biscottate e biscotti, e nel complesso era convinta di mangiare già abbastanza bene.
Il problema, però, non era semplicemente scegliere un alimento invece di un altro.
Angela mi raccontava di sentirsi spesso gonfia subito dopo i pasti, soprattutto dopo aver consumato latte. Aveva anche alcuni disturbi intestinali e altre difficoltà che abbiamo iniziato ad affrontare gradualmente durante il percorso.
Per questo non aveva bisogno dell’ennesima dieta rigida da seguire per qualche settimana. Aveva bisogno di un piano funzionale alle sue esigenze, costruito sulle sue abitudini, sulla sua risposta individuale agli alimenti e sulla possibilità di mantenerlo davvero nel tempo.
Abbiamo quindi lavorato su un’alimentazione più personalizzata e sostenibile, senza trasformare il percorso in una continua lotta contro la fame, le rinunce o il senso di colpa.
Il suo peso iniziale era di 75,5 kg, con una circonferenza addominale di 85 cm.
In circa tre mesi, Angela è arrivata a 59,8 kg e a una circonferenza addominale di 70 cm: una riduzione complessiva di 15,7 kg, arrotondabile a 16 kg.
Ma il cambiamento più importante non si vede soltanto nei numeri.
Angela oggi si sente più leggera, più sicura e più consapevole del rapporto tra alimentazione e benessere. Anche il gonfiore e le problematiche intestinali sono diventati aspetti su cui lavorare con maggiore consapevolezza, e il percorso è ancora in evoluzione.
La cosa che mi ha colpito di più è che Angela non vuole “staccare” dal metodo. Non lo vive come una dieta temporanea da interrompere appena raggiunto un obiettivo, ma come un modo nuovo e più funzionale di prendersi cura di sé.
La sua storia dimostra che, a volte, il problema non è la mancanza di impegno. È seguire un approccio non adatto alle proprie esigenze.
Se ti riconosci nella sua esperienza — hai già provato diete rigide, perdi poco peso, ti senti gonfia dopo aver mangiato o fai fatica a mantenere il percorso nel tempo — forse non hai bisogno di una dieta più severa, ma di un piano realmente personalizzato.
Durante la visita analizzeremo le tue abitudini, le tue difficoltà e i tuoi obiettivi, per costruire insieme un percorso nutrizionale sostenibile e adatto a te.
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